MEDICINA INTERNA ECOGRAFIA

 

Nell’ambito della medicina Interna presso il nostro Poliambulatorio è possibile effettuare i seguenti esami:

 

ECOGRAFIA ADDOME COMPLETO

L’ecografia addome completo/addominale è una metodica diagnostica non invasiva che, utilizzando gli ultrasuoni, consente di visualizzare e studiare tutti gli organi dell’addome e i principali vasi sanguigni che si trovano nella cavità addominale. L’ecografia dell’addome completo, in particolare, permette al medico di studiare fegato, colecisti, vie biliari, reni, pancreas, milza, aorta, vescica. L’esame viene richiesto al fine di valutare la maggior parte delle patologie che interessano l’addome e per avere un’immagine generale dello stato di salute dei suoi organi.

Preparazione all’ecografia addominale

Per effettuare l’ecografia addominale è necessario presentarsi a digiuno dalla mezzanotte, dopo aver fatto una cena leggera.  Se invece si esegue l’ecografia nel pomeriggio, alla mattina è opportuno fare colazione con the o caffè (normale o d’orzo), fette biscottate o biscotti secchi, senza assumere latte o suoi derivati, e a pranzo consumare solo the o brodo o caffè d’orzo.

Nei 3 giorni prima dell’esame assumere carbone vegetale secondo le seguenti modalità: 2 compresse a colazione, 2 compresse a pranzo e 2 compresse a cena 30 minuti dopo i pasti.

Per un corretto esame dell’addome inferiore, in particolare della vescica, occorre presentarsi a vescica piena, bevendo 1 litro di acqua circa un’ora e mezza prima dell’appuntamento. L’acqua v bevuto in non più di 20 minuti.

Se si effettua solo l’ecografia all’addome inferiore non occorre seguire la dieta descritta in precedenza.

ECOGRAFIA ADDOME SUPERIORE

L’ecografia dell’addome superiore serve a studiare la morfologia e le principali patologie di molti e importanti organi addominali quali fegato, vie biliari, colecisti, pancreas, milza e reni. Permette inoltre spesso la valutazione dei grossi vasi addominali, dei linfonodi profondi, del peritoneo.

ECOGRAFIA ADDOME INFERIORE

L’ecografia addome inferiore (detta anche ecografia pelvica sovrapubica) è un esame diagnostico non invasivo che utilizza gli ultrasuoni  per studiare i principali organi della regione pelvica (vescica, prostata maschile, genitali interni femminili).

ECOGRAFIA DEL COLLO

L’ecografia al collo è un esame eseguito con gli ultrasuoni e non necessita di preparazione. Durante l’ecografia del collo vengono eseguite:

  • ecografia delle ghiandole salivari
  • ecografia dei vasi del collo
  • ecografia della tiroide
  • ecografia dei linfonodi del collo
  • ecografia delle paratiroidi
ECOGRAFIA DELLA CUTE

L’ecografia della cute e sottocute serve a valutare le dimensioni di una tumefazione cutanea o sottocutanea, il suo sviluppo in profondità e i rapporti con strutture profonde e vasi sanguigni. Non necessita di preparazione all’esame.

ECOGRAFIA DELLE GHIANDOLE SALIVARI

L‘ecografia delle ghiandole salivari viene di norma effettuata per verificare la presenza di sospette patologie a carico delle ghiandole salivari. Si ottengono così delle informazioni rilevanti sulle dimensioni e sulla forma delle ghiandole salivari.

ECOGRAFIA EPATICA E DELLE VIE BILIARI

L’ecografia è l’esame di primo livello nello studio di molte patologie del fegato ed è la metodica strumentale più utilizzata a completamento della visita clinica. L’esame ecografico del fegato e delle vie biliari è inoltre fondamentale per la valutazione iniziale di patologie ed è estremamente importante nel monitoraggio di malattie croniche molto frequenti nella popolazione come l’epatite. I limiti dell’ecografia sono dati da alcune caratteristiche del paziente (presenza di abbondante grasso addominale, meteorismo). Ecco perchè è importante assicurarsi di eseguire l’ecografia epatica utilizzando un’ecografo di ultima generazione ad alta risoluzione.

Nelle malattie croniche del fegato, l’ecografia è in grado di evidenziare precocemente alcune complicanze o l’insorgenza di un tumore al fegato, più frequente nei soggetti affetti da malattie croniche del fegato.

PREPARAZIONE ECOGRAFIA EPATICA E DELLE VIE BILIARI

Dal momento che l’eccessiva presenza di gas intestinali può limitare l’accuratezza dell’esame diagnostico, nei tre giorni precedenti l’ecografia il paziente deve limitare il consumo di tutti quei cibi che possono dare problemi di meteorismo e flatulenza (come pietanze ricche di fibre e scorie). Deve quindi astenersi dal consumo di legumi (lenticchie, fagioli, fave, ceci, piselli) latte e derivati formaggi stagionati inclusi, verdure, tuberi, uva, pane e pasta (entrambi consentiti con estrema parsimonia), prodotti integrali e cibi fermentati. In questi giorni andranno evitate anche le bevande gassate, limitate quelle con xantine (tè, caffè, cioccolata) naturalmente abolito il consumo di alcolici. Nell’avvicinamento all’ecografia epatica è invece permesso il consumo di carne, pesce e uova, frutta senza buccia (ad eccezione dell’uva), formaggi stagionati con moderazione e acqua minerale naturale liscia.

Il giorno dell’esame il paziente deve presentarsi in ambulatorio a digiuno da almeno otto ore, durante le quali può bere soltanto acqua non gassata.

ECOGRAFIA INGUINALE

L’ecografia inguinale è una metodica diagnostica non invasiva che utilizza gli ultrasuoni, per evidenziare le strutture articolari, i fasci muscolari, i tendini della regione inguinale  ed eventuali loro alterazioni.
Sulla pelle del paziente, in corrispondenza dell’articolazione interessata, viene applicato del gel al fine di migliorare il contatto con la sonda che invia gli ultrasuoni all’apparecchio. L’ecografia inguinale è indolore, ma se viene effettuato su una zona infiammata, la sensazione di dolore può essere leggermente più intensa.

ECOGRAFIA LINFONODALE

L’ecografia linfonodale è in grado di identificare e riconoscere il parechima linfonodale ed è in condizione, seppur non sempre agevolmente, di aiutarne la caratterizzazione, ovverosia la distinzione tra forma maligna e benigna.

Un linfonodo reattivo infiammatorio è un linfonodo ovalare, con tipico rapporto tra asse maggiore e minore >2 (Solbiati).

Inoltre presenta un’ecoarchitettura con ilo vascolare ben riconoscibile, una stria iperecogena adiposo-vascolare che si dispone sull’asse maggiore del linfonodo. Già questi due caratteri sono patognomonici di benignità; conforta la diagnosi una ecostruttura corticale tenuamente ed uniformemente ipoecogena.

ECOGRAFIA MAMMARIA

L’ecografia mammaria è l’indagine della ghiandola mammaria con l’ausilio degli ultrasuoni. Nella diagnostica senologica, l’ecografia sta assumendo un ruolo sempre più importante, accanto a esame clinico, mammografia, agoaspirato.

L’evoluzione tecnologica delle apparecchiature ecografiche è legata principalmente all’uso di sonde a elevata frequenza e a un sempre maggior potere di risoluzione, il che ha consentito all’ecografia di compiere un salto qualitativo di grande impatto pratico: dall’iniziale, limitato compito di differenziare la natura solida o liquida di un nodulo a quella ben più importante di cogliere i caratteri intrinseci della lesione.

Ciò ha permesso il raggiungimento di un’accuratezza diagnostica per il cancro della mammella stimata tra il 78 e il 96% (fonte Veronesi). L’esame ecografico della mammella si è inoltre dimostrato particolarmente utile e affidabile nello studio delle alterazioni benigne della mammella (malattia fibrocistica, fibroadenomi, patologia infiammatoria, dilatazioni dei dotti galattofori), soprattutto quando tali alterazioni si manifestano in mammelle con un’elevata componente ghiandolare o in un seno denso giovanile.

ECOGRAFIA MUSCOLO TENDINEA

L’ecografia muscolo tendinea o articolare è una metodica diagnostica non invasiva che utilizza gli ultrasuoni, per evidenziare le strutture articolari, i fasci muscolari, i tendini del corpo ed eventuali loro alterazioni.
Sulla pelle del paziente, in corrispondenza dell’articolazione interessata, viene applicato del gel al fine di migliorare il contatto con la sonda che invia gli ultrasuoni all’apparecchio. L’ecografia muscolo tendinea è indolore, ma se viene effettuato su una zona infiammata, la sensazione di dolore può essere leggermente più intensa.

ECOGRAFIA PANCREATICA

L’ecografia pancreatica serve a verificare se esista una patologia a carico del pancreas. Nello specifico, l’ecografia pancreatica permette di evidenziare la presenza di cisti, infiammazioni acute e croniche (pancreatiti) e neoformazioni di natura benigna o maligna. È particolarmente utile nel follow up delle neoformazioni benigne.

Con questo esame è possibile anche evidenziare eventuali alterazioni dei dotti pancreatici come dilatazioni e tumori.

ECOGRAFIA PELVICA

L’esame prende in considerazione alcuni organi pelvici, come ad esempio utero, tube, vescica, ovaie e lo spazio di Douglas fra utero e parete rettale. L’ecografia pelvica concentra la propria attenzione sugli aspetti fisiologici e anatomici dell’apparato genitale femminile, sul suo funzionamento in caso di disturbi come il flusso mestruale irregolare, sugli eventuali dolori alla parte bassa dell’addome e sulle patologie, quali fibromiomi, cisti ovariche e iperplasia, sia di carattere benigno che maligno.

L’ecografia pelvica si occupa anche di studiare la parte esterna dell’utero, e la porzione interna per patologie fastidiose come l’endometriosi. Attraverso un’ecografia pelvica si possono anche verificare gli esiti di terapie o interventi chirurgici, le possibili malformazioni o posizioni anomale dell’utero, ed è inoltre un’indagine chiave nei trattamenti per la fertilità.

ECOGRAFIA PENIENA

L’esame ecografico del pene in condizioni di riposo funzionale e durante erezione , stimolata con iniezione intracavernosa di sostanze vasodilatanti ( Prostaglandina E ), consente di caratterizzare per sede , estensione e eco struttura le zone di ispessimento dei corpi : lo studio ecocolordoppler consente di valutare i parametri di perfusione arteriosa cavernosa ( normale afflusso di sangue ai corpi cavernosi attraverso le omonime arterie )e la competenza corporoveno-occlusiva ( capacita’ di “trattenimento del sangue nei corpi cavernosi“ ) .

L’esame prevede l’iniezione con ago capillare ,direttamente nei corpi cavernosi ,di una sostanza  (prostaglandina E), determinante una vasodilatazione con iperafflusso di sangue al pene , che nel soggetto normale induce erezione : con lo studio ecodoppler vengono documentate le variazioni di flusso ematico nel pene onde accertarne la normale o patologica risposta funzionale vascolare .

ECOGRAFIA PROSTATICA TRANSRETTALE

L’ecografia prostatica transrettale è un’indagine diagnostica leggermente invasiva, che permette di studiare la prostata attraverso il retto, quindi da una posizione estremamente favorevole per la sua visualizzazione, in considerazione della prossimità dei due organi. Le indicazioni che questa ecografia prostatica transrettale comprendono sono lo studio dell’infertilità maschile in caso di azoospermia ostruttiva, prostatiti, infiammazioni

ECOGRAFIA PROSTATICA SOVRAPUBICA

L’ecografia prostatica sovrapubica è un esame che permette allo specialista di valutare le dimensioni e la struttura della prostata.

ECOGRAFIA RENALE VESCICALE

L’ecografia renale e dell’apparato urinario serve a studiare volumetria e morfologia renali, e a individuare la presenza di eventuali patologie organiche, quali malformazioni, cisti, tumori, calcoli.

Nel caso di coliche renali è spesso possibile documentare la presenza e la sede di calcoli ureterali. Nel caso di ematuria(sangue nelle urine) è generalmente possibile escludere la presenza di anomalie delle vie urinarie o di patologie tumorali a carico di reni e vescica. In pazienti affetti da  ipertrofia prostatica è possibile inoltre valutare la volumetria e la morfologia prostatica e quantificare un eventuale ristagno urinario postminzionale.

ECOGRAFIA SCROTALE

L’ecografia testicolare (scrotale) serve a individuare eventuali patologie legate all’apparato genitale maschile tra cui:

  • il varicocele, dilatazione delle vene testicolari, con conseguente iper afflusso di sangue all’interno dei testicoli;
  • l’idrocele, presenza eccessiva di liquido all’interno delle borse scrotali;
  • l’orchite, infiammazione acuta di uno o di entrambi i testicoli;
  • la torsione del testicolo, che può comportare un’occlusione dei vasi sanguigni che portano sangue al testicolo, con conseguente ischemia di quest’ultimo;
  • lo speratocele, dilatazione dei tubuli che si trovano negli epididimi (i canali che trasportano gli spermatozoi dal testicolo verso la prostata), che può determinare una riduzione del numero degli spermatozooi.

L’ecografia scrotale permette anche di diagnosticare la presenza di tumori testicolari.

ECOGRAFIA SPLENICA

L’ecografia della milza (detta anche splenica) serve a rilevare localizzazione, morfologia ed eventuale presenza di anomalie nella milza stessa.

Anomalie della milza. Difetti caratterizzati da un’anomala forma o struttura presente sin dalla nascita. Possono interessare la milza nella sua totalità oppure la sua posizione;

Spenomagalie. Un aumento di volume della milza, oltre le dimensioni usuali.

ECOGRAFIA DELLA TIROIDE E PARATIROIDEA

L’ecografia della tiroide o tiroidea è in grado di fornire informazioni precise su anatomia e vascolarizzazione della tiroide e rappresenta un passo fondamentale nella diagnostica e nel follow up terapeutico delle più importanti forme patologiche della tiroide; tra queste spiccano i tumori maligni differenziati che, fortunatamente, coprono una percentuale molto bassa delle patologie tiroidee.

In assenza di un nodulo rilevabile alla palpazione, l’ecografia tiroidea va eseguita nei soggetti in cui vi sia un sospetto di tireopatia, cioè di una patologia legata alla tiroide, o se esistano fattori di rischio genetico o ambientale per lo sviluppo di una patologia di tale natura.

L’ecografia della tiroide fornisce inoltre misure oggettive del volume della tiroide e delle lesioni in essa contenute, ed è in grado di evidenziare, anche grazie all’impiego del Color Doppler, elementi di malignità e selezionare le lesioni da sottoporre ad ago biopsia mirata mediante ago sottile.

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